«Fratelli per portare pace al mondo»

Le nostre feste parrocchiali

Carissimi,

chi di noi poteva immaginare fino a qualche tempo fa che la storia che stiamo attraversando si sarebbe fatta così complessa e ferita? Ogni giorno veniamo sommersi da notizie di guerre e devastazioni e si diffonde sempre più un senso di smarrimento e di rassegnazione. È dentro questo tempo, e non al riparo da esso, che abbiamo scelto il titolo che accompagnerà i giorni delle nostre feste parrocchiali: «Fratelli per portare pace al mondo». Questo tema si aggancia a un appuntamento dello spirito e della storia che la Chiesa sta vivendo: le celebrazioni per gli 800 anni del transito e dell’attualità del messaggio di San Francesco d’Assisi.

Francesco d’Assisi è stato un rivoluzionario e un grande riformatore, perché ha riportato la vita cristiana alla sua essenzialità: imitare in tutto la vita di Gesù mettendo in pratica il Vangelo. In un’epoca segnata da crociate, lotte di potere e muri apparentemente invalicabili, Francesco ha compiuto un gesto che è entrato nell’immaginario di tutti: si è letteralmente spogliato di tutto per riscoprirsi figlio dell’unico Padre, e da quel momento ha potuto chiamare ogni creatura — anzitutto ogni essere umano — fratello e sorella. Per Francesco, la fraternità non era una teoria, ma uno stile di vita concreto e vissuto. Anche quando incontrò il Sultano in Terra Santa, non andò con armi per combattere o con convinzioni da imporre, ma si presentò da lui disarmato, per predicare il Vangelo, per mettersi in ascolto rispettoso. Il sultano ebbe una grande stima di Francesco, gli risparmiò la vita, concesse a lui e ai suoi frati di poter soggiornare in Terra Santa, dove ancora oggi sono custodi dei luoghi santi.

Ancora oggi il suo messaggio è di grandissima attualità. La pace che il mondo insegue spesso si riduce al silenzio delle armi o al dominio del più forte. La pace che Francesco ha vissuto è la pace che Gesù risorto ci ha lasciato in dono, nasce dal cuore ed è l’effetto di un amore che non lascia indietro nessuno.

Le nostre Feste Parrocchiali vogliono essere un vero e proprio cantiere di fraternità, perché portare la pace nel mondo non è un’impresa riservata ai grandi della terra o ai diplomatici internazionali. La pace inizia tra le vie delle nostre città, nelle nostre famiglie, tra le panche delle nostre chiese, ogni volta che decidiamo di non alimentare il pettegolezzo, che perdoniamo un torto subito, che accogliamo chi è solo o fa fatica, che superiamo la tentazione di guardare l’altro con sospetto.

Sarà un mese ricco di eventi, di preghiera, di festa e di condivisione. Ciascuno di noi possa vivere questi giorni non da semplice spettatore, ma da protagonista. Lasciamoci provocare dal Poverello d’Assisi, riscopriamo il valore della fraternità nelle nostre comunità, come risposta al grido di dolore dell’umanità sofferente.

Buone Feste Parrocchiali a tutti!

don Marco